Pan

Diario di Avel - A spasso per le fogne

Day 1: 21 Alta Primavera

Dopo esserci ricongiunti con i nostri compagni, reduci da un furto di carne che non possiamo cucinare, raggiungiamo il luogo dell’incontro con Jorgis, ma di lui non ci sono tracce. Mentre condividiamo le informazioni raccolte nel pomeriggio, si presenta a noi Ajantis, uno studioso di elevata classe sociale (a giudicare dal suo abbigliamento), al quale è stata assegnata la nostra stessa missione. Tuttavia non sembra sapere molto di più rispetto a noi e ha accettato l’incarico come un bambino accetta caramelle da uno sconosciuto.

Non passa molto tempo che Jorgis fa la sua comparsa ansimante (e brillo); ci indica un tombino dal quale dobbiamo scendere nelle fogne, ci dà delle indicazioni alquanto confuse sul percorso da seguire al loro interno (assicurandoci che troveremo i simboli di Riya sulle pareti a guidarci) e infine ci consegna uno scrigno ligneo finemente decorato, con interni di velluto rosso e i cardini ben oliati (deve essere nuovo).

L’obiettivo della missione è recuperare una gemma pericolosa da una fontana, toccandola il meno possibile, e riporla nello scrigno. Tutto qui. Non dobbiamo neanche riportare lo scrigno indietro. Mentre Jorgis si allontana, Zaitor ispeziona lo scrigno e scopre che contiene una terribile maledizione.

Non vengono rumori da sotto il tombino e prima di scendere do un’occhiata in giro per vedere se qualcuno ci sta spiando. Forse sono solo paranoico. Dovrei rilassarmi un po’ di più: ho affrontato tempeste peggiori e qui non sta nemmeno piovendo. Inizia così la nostra discesa nelle fognature di Munamak: il nuovo arrivato apre la fila seguito dal piccolo Zaitor, segue Burp (che continua a scoreggiare), io ed Eris chiudiamo la nostra stramba fila indiana. Non essendoci abbastanza luce per muoversi, inizio a brillare creando ilarità e stupore nei miei compagni – tanto da farmi guadagnare il soprannome di “Uomo Lampada”.

Soffocate le ultime risate di Burp, seguiamo le indicazioni di Jorgis nei vicoli della fognatura, larghi abbastanza da far passare una persona alla volta, finché non sentiamo una voce chiamarci: “Ehi! Io ho la roba buona…”. Seguito da Ajantis, mi sporgo nel cunicolo. Vediamo un essere coperto di stracci e dall’odore nauseabondo di acqua stagnante che tiene in mano un sacchettino. L’uomo, se così possiamo chiamarlo, si chiama Loksi e cerca di venderci una droga di nome enimat; un po’ per accontentare Ajantis, che vorrebbe redimere lo sfortunato e menomato (gli manca una gamba) Loksi, un po’ perché potrebbe rivelarsi utile in futuro, compriamo una pillola e proseguiamo la nostra ricerca.

Intanto Zaitor si accorge che sui muri sono nascosti dei simboli, lasciati dalla gilda di ladri a cui apparteneva, che fanno intendere che la direzione che stiamo seguendo è giusta. Giusta, non semplice, perché spesso il camminamento è inabissato o mancante del tutto e, se questo non basta, ecco che ci ritroviamo a dover saltare dei coccodrilli addormentati.

Il Coccodrillo come fa, na na na, non c’è nessuno che lo sa, na na na, si dice mangi troppo, non metta mai il cappotto, che con i denti punga, ma quando è tranquillo il coccodrillo come fa? Boh!

Ho affrontato diverse creature marine e ben più grosse di queste, ma non so cosa mi è preso e ho accidentalmete svegliato una delle due bestioline; all’altra ci ha pensato il nostro sbadato halfling. Burp viene ferito alla caviglia prima che io e Eris riusciamo ad abbattere i due coccodrilli.

Superiamo quindi il corridoio a nuoto e ne seguiamo un altro illuminato da delle torce finché non sentiamo delle risate provenire da poco più avanti. Zaitor si sporge dall’angolo e vede delle guardie davanti ad una porta che giocano a dadi. Probabilmente è la fine di questo labirinto fognario, ma dobbiamo trovare un modo di superare quelle guardie. Decido allora di travestirmi da guardia con il mio kit da attore di strada e di portare con me Ajantis come finto prigioniero (nel caso le cose si mettano male) mentre gli altri aspetteranno dietro l’angolo il momento opportuno.

Le due guardie non credono alla storia del cambio turno e della cattura del prigioniero e mi chiedono la parola d’ordine. Dopo un momento di silenzio imbarazzante una delle guardie tira fuori la balestra, ma da sotto le nostre gambe sbuca Zaitor che la colpisce. Contemporaneamente Eris lancia le armi ad Ajantis, che le raccoglie e si avventa sull’altra guardia, urlando: “For the power of Grayskull!”. Eris prende la mira per aiutare Zaitor ma sbaglia e lo colpisce alla spalla, costringendolo così ad arretrare per evitare il peggio. Intanto Ajantis uccide la guardia che aveva caricato poco prima, mentre l’altra, in un momento di respiro, suona il fischietto, prima di essere sviscerata da Ajantis.

Eris sente dei passi arrivare e, mentre curiamo le ferite dello scontro, Zaitor tenta di aprire la serratura, anzi, le serrature, della porta ovviamente sigillata.

A vedere questo quadretto sono quattro guardie appena spuntate dall’angolo; una di esse punta il dito contro Zaitor e urla: “TUUUUU!”.

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Ti piacerebbe che il soprannome fosse “Uomo Lampada”……

Burp

MAle121

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