Pan

Diario di Avel - Non toccare quella maniglia

Day 1: 21 Alta Primavera

Alla fine la guardia non era altro che il capo della gilda di ladri da cui proviene Zaitor: la Libra. Dopo un animato scambio di battute e una gara a chi dice più: “Tu che ci fai qua?”, Zaitor cerca di scendere a patti con il suo capo – che non intende rivelare il suo nome – spiattellando tutte le info che abbiamo ricavato sui Chierici di Riya e sulla nostra missione (un tempo) segreta; anche Ajantis non riesce a tenere a freno la lingua, ma riesco a incantarlo con la sigla degli “Street Sharks”.

Intanto Eris interroga una delle guardie chiedendo se ha visto un tipo con una cicatrice sul volto, occhi chiari e cappello a cilindro. Qui le cose si fanno sempre più strane ed equivoche finché Ajantis non trova un accordo con il “Capo”: loro ci lasciano liberi e in cambio Zaitor dovrà un favore alla gilda.

Mentre torniamo indietro facciamo un minuto di silenzio per la morte di Saruman. Questa volta prendiamo la strada buia e arriviamo in un vicolo cieco, ma grazie alle mie doti di tastatore di muri troviamo una mattonella a forma di cul… ehm… a forma di simbolo di Riya; il muro si solleva e ci ritroviamo in una stanza con un soffitto molto alto e quattro corde che penzolano da delle travi poste a metà altezza, o almeno così pare a guardarle da sotto.

Ajantis si avvicina quatto quatto ad una delle corde e la tira… ma non succede niente, nessun secchio d’acqua ghiacciata in testa o suono di campana notre damesca. Eris e Zaitor iniziano ad arrampicarsi agilmente fino alle travi e ci urlano che davanti a loro c’è una porta, ma anche dei fori sul muro. Che sia una trappola?

Intanto al piano terra io e Ajantis giochiamo a scacchi – chiaramente vince lui – mentre Burp sbuffa come un pentola di fagioli. Ad un certo punto vediamo penzolare dall’alto delle corte gambette di halfling… Cosa staranno combinando lassù la nostra amazzone e il ladro trappofilo?

Io e Ajantis iniziamo la salita e, una volta raggiunti gli altri, affrontiamo degli enormi millepiedi giganti! O, almeno, è quello che raccontiamo a Burp quando arriva con i suoi comodi a battaglia finita. Una volta riuniti, proseguiamo nella stanza seguente dove troviamo una porta chiusa e delle scale a chiocciola. Non fidandoci delle chiocciole, perché si sa che sono ingannatrici con quei loro puntini neri, optiamo per aprire la porta. Dato che Burp non aveva ancora fatto niente mandiamo lui in pasto alla trappola – sì, c’era puzza di trappola, c’è sempre puzza di trappola.

Infatti, non appena Burp tocca la maniglia sul muro accanto, viene proiettato un suo ricordo piuttosto imbarazzante: una storia osé sui piedi e un bel cagotto in alto mare. Zaitor cerca di aiutare a scassinare la porta, ma cade anche lui vittima dello scherzo, per poi staccare la maniglia. A questo punto quel genio di Ajantis – ma i nobili sono tutti così? – tira su la maniglia e sul muro accanto ecco comparire anche il suo ricordo: mentre cercava di fare uno scherzo ad un suo amico, lo ha baciato.

Dopo questa scoperta agghiacciante decido di prendere le distanze da lui, mi sta dando troppe attenzioni e quando mi illumino mi guarda in modo strano. Eris, stanca di questi giochetti da femminucce, sfonda la porta e ci troviamo di fronte all’ennesimo corridoio – c’è un motivo se non ho mai lasciato il ponte della mia nave. Io e Ajantis sentiamo un chiacchiericcio provenire da una stanza in fondo e decidiamo di andare in avanscoperta. Per la gioia dei nostri occhi e la purezza del nostro cuore, incontriamo delle tenerissime chiavi volanti. Preso dalla loro bellezza intono una canzone e loro iniziano a ballare a ritmo.

A interrompere questo magico momento ci pensa ancora una volta Ajantis, che afferra una delle chiavi e la terrorizza cercando di infilarla, senza successo, nella toppa della porta. Solo dopo aver chiesto per favore, la chiave giusta si fa avanti e possiamo proseguire.

Come se non avessimo già aperto molte porte, ce ne troviamo di fronte un’altra, solo che questa non sembra aprirsi: tirando la maniglia la porta resta dov’era. Burp pensa si tratti di un’illusione e passa attraverso la porta, seguito da noi altri.

Finalmente, dopo tante peripezie, davanti a noi si erge la fontana con la gemma sulla sua sommità; la stanza, di forma esagonale, profuma di cannella e su ogni lato vi è un’armatura: Ajantis cerca di togliere le armi alle armature per sicurezza, ma non sembra possibile.

Affidiamo a Burp l’onore di recuperare la gemma (ihihi), ma nel momento in cui la sfila dal suo posto le armature prendono vita – come sospettavamo – e ci tocca affrontarle.
Dopo qualche secondo vengo circondato da due armature e cado esausto per terra. Come sarà finita?

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MAle121

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