Pan

Diario di Ajantis - Notti oscure, oscure parole

Day 1: 21 Alta Primavera

Ora che la notte è calata (ho perso la cognizione del tempo in quella maleodorante fogna) e sono rientrato nella mia stanza posso finalmente scrivere sul mio diario, e sfogare tutta la mia tristezza e il mio sconforto, lontano da occhi indiscreti.
Quando partii da Castel Celeste per nuove avventure pensavo di essere pronto per combattere e sconfiggere il Male, aiutare i deboli e portare il nome della mia famiglia, i Lightbringer, in alto, proprio come recita il nostro motto “In Alto Come L’Onore”.
Eppure le mie sciocche azioni hanno messo in pericolo un sacco di persone.
Meglio se mi do una calmata e analizzo in maniera schematica tutto ciò che mi è successo in questo periodo.

La Luce fu il principio. Ella chiamò a sé lo spirito della natura, gli diede il nome di Diaphyter e lo prese…
Nah, non così indietro, non voglio che la gente pensi che io sia logorroico; comunque, quando quel maledetto halfing è venuto nel mio castello in cerca di aiuto, non ho pensato due volte a indossare la mia armatura, affilare la mia spada e partire verso Munamak. Pensavo fosse la mia grande occasione per aiutare la gente e mettere in pratica tutte le nozioni insegnatemi da Ser Cassel e da Mastro Luwin.
Non negherò quanto sia stato pesante per il mio animo uccidere quelle guardie, quel coccodrillo e non poter fare nulla per quel pover uomo senza una gamba. Ma la cosa che sicuramente fa più male è scoprire di essere stati ingannati e di aver inconsciamente fatto del male a poveri innocenti.

Infatti, la gemma che dovevamo mettere nello scrigno non era maledetta, ma anzi serviva a purificare l’acqua della città che ovviamente viene usata quotidianamente dalla gente comune!
Se fossimo saliti sulla scala a chiocciola (vili compagni – con eccezione del caro Avel – che hanno voluto andare verso la porta rivela-impurità!!!!) saremmo finiti vicino all’alloggio del paffuto Frate Tuck (o qualcosa del genere), un uomo religioso di Riya e custode della sopracitata gemma. Quando questo prete venne a conoscenza che la gemma era stata tolta, divenne pallido come il latte che sorseggiava prima del nostro arrivo. E fu in quel momento che io capii quanto ero stato stolto ad accettare quell’incarico!
Ovviamente il Frate era con delle guardie che subito ci furono addosso: avevamo commesso un reato grave e la forca pendeva su di noi. Cercai di fare la cosa più semplice in quella situazione, ovvero dire la verità.

Quando cercai di parlare però, Eris mi tirò una gomitata talmente forte che il respiro mi si strozzò in gola, così che lei parlò per prima e convinse il prete che la colpa non era nostra. In ogni caso, per fortuna, fui in grado di strappare il cofanetto contenente la gemma dalle mani di Burp per mostrarlo al frate. Mi fidavo (e mi fido tutt’ora) di quell’uomo di chiesa, anche se crede in una divinità diversa dalla mia. Ma quella fu l’ennesima delusione della giornata. Il cofanetto era vuoto!!! La gemma era sparita! Probabilmente un sortilegio l’aveva teletrasportata da chi, evidentemente, la voleva e che ci aveva ingaggiato tramite quel dannato halfing. Il gruppo taceva inespressivo, io scoppiai in lacrime.

Eravamo decaduti, e il nostro onore macchiato.

Fu davvero troppo per me: mi offrii volontario per recuperare questa gemma e riportarla al legittimo proprietario anche a costo della mia vita. Il prete era visibilmente arrabbiato e ovviamente era restio a fidarsi di me. Fu così che gli diedi ciò che aveva più valore per me: l’anello con l’emblema e il motto della mia famiglia come pegno che mi sarebbe stato restituito a missione compiuta.

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Ed eccomi qui; con una missione quasi suicida da compiere mi ritrovo insieme a un gruppo che ha almeno due elementi che mi odiano (quel mostro di Burp su tutti, ma anche la ranger non sembra avermi ancora accettato ma lo vorrebbe fare nel senso pratico del termine), uno che mette in discussione il mio orientamento sessuale (il bardo celestiale) e uno che ruberebbe anche dalle sue stesse tasche. Tutto questo mentre c’è in gioco il sigillo della mia famiglia e la vita di milioni di persone!

Povero me.

Ora smetterò di scrivere; la figlia del locandiere mi ha portato due tinozze d’acqua bollente: correrò il rischio di lavarmi e vedere quali effetti ci sono (se ci sono) per contatto. Ho meditato e preparato degli incantesimi per purificare l’acqua e per individuare malattie e veleni.
Possa Plati vegliare su di me.

Comments

Bella pagina di diario, decisamente. Complimenti anche per aver inserito tutti i link! ;) Ora creo il png frate e te lo inserisco.

 
MAle121

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